Questo gesto veniva compiuto ogni volta che si diceva in nome della divinità durante il rito.
Poteva essere eseguito o baciando il palmo della mano destra, oppure baciando pollice ed indice uniti della mano destra come per raccogliere il bacio e poi “lanciarlo” verso la divinità stendendo il braccio con dita chiuse e pollice aperto volgendo il palmo verso la divinità visualizzata.
E’ importante al momento dell’esecuzione dell’adoratio, e durante la successiva formula, mantenere la visualizzazione della divinità.
Cos’è il visualizzazione?
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La visualizzazione consiste nell’ “immaginare” un determinato avvenimento, nel nostro caso nell’apparizione della divinità davanti a noi. Questo immaginare la divinità davanti a noi deve avvenire ad occhi aperti, e la divinità deve avere le caratteristiche canoniche di quella determinata divinità (oggetti portati, animali, simboli etc.).
Inizialmente la cosa risulterà molto difficile, ma mano mano con la pratica ed allenandosi con altri esercizi di visualizzazione che sono facili da trovare, risulterò meno faticoso e più naturale.
Per iniziare consigliamo di usare come immagine canonica una raffigurazione antica, una statua, da visualizzare davanti a sé. Ovviamente la raffigurazione deve essere il più integra possibile, pensate a cosa può accadere visualizzando la Venere di Milo durante un rito!.
Poi nel procedere del tempo, risultandovi meno faticoso troverete naturalmente (senza cercarla) un’immagine più naturale e “vostra” di quella determinata divinità.
Ribadiamo che ci sono molti esercizi che si possono fare per allenarsi sulla visualizzazione, usateli come strumento per imparare a fare l’adoratio.
Attenzione però, diversamente dalla visualizzazione attiva, l’adoratio non fa fisicamente apparire la divinità davanti a noi. Non pensiate che se vedete ad occhi aperti la divinità davanti a voi essa c’è sul serio.
La visualizzazione serve per far si che sia chiaro nella nostra mente che stiamo facendo l’offerta a quella determinata divinità. Usando altri termini ci permette di incanalare le energie nell’azione rituale che stiamo per eseguire.
Bisogna mantenere poi la visualizzazione della divinità per tutta la durata della formula fino all’offerta (compresa).
L’adoratio può inoltre essere eseguita ogni qual volta la sensibilità religiosa ci faccia percepire la presenza del divino in luogo in cui ci troviamo.
Il rito romano va eseguito rigorosamente in piedi, il romano non si inginocchia davanti a nessuno nemmeno agli Dei, con il capo velato, il braccio destro quasi completamente disteso a 45° rispetto il terreno, con il palmo rivolto verso il basso per le divinità infere (ricordiamo il valore antico del termine “infero”, diverso dal moderno), verso l’ara/altare con le punte delle dita rivolte in alto per le divinità supere. In pratica tendere il palmo verso la “dimora” della divinità.
Il braccio sinistro può accompagnare il destro nella postura oppure essere funzionale ad altro, come reggere oggetti utili al rito in quel momento (patera, foglio con il rito scritto, etc.), ma non per compiere le offerte.
In tutte le iconografie di riti i piedi sono calzati, e Catone precisa in un rito di medicamento per buoi di avere i piedi separati da terra, quindi è da presumere che il piede debba essere calzato, non nudo, per isolarsi dal terreno.
Non bisogna indossare nulla che stringa addosso (no cinture, no gioielli troppo stretti), in alcune iconografie di donne o divinità (o imperatori in armatura, ricordiamo che i comandanti militari compivano riti per la legione) appare una fascia annodata attorno alla vita con un nodo piano, che forse per la sua caratteristica forma permette comunque il passaggio delle energie, quindi è forse utilizzabile.
Vedremo poi in uno dei prossimi articoli le eccezioni a queste regole.
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nodo piano


nodo piano giusto e sbagliato a confronto

statua Minerva

statua Magna Mater


La mia passione per la storia romana è iniziata durante gli anni del liceo, quando rimasi affascinato dalla possibilità di visitare ancora oggi i luoghi leggendari protagonisti di miti straordinari. Oggi continuo a coltivare questo interesse come divulgatore storico e docente presso il Centro Nazionale di Studi Classici.
Nel 2012, durante gli studi universitari, ho creato il progetto Ad Maiora Vertite per condividere con altri questo entusiasmo, occupandomene personalmente come unico autore per molti anni.
Amo i videogiochi, i simulatori di volo, il tiramisù e la Res Publica.

Vi ringrazio per questo articolo,finalmente comincio a capire la ritualità Romana