A torto il genere umano si lamenta perché la sua natura, debole e di breve durata, è retta dal caso più che dalla virtù.
A ben vedere infatti si scoprirà, al contrario, che non c’è nulla di più grande e nobile , e che alla natura umana manca la volontà di agire più che la forza o il tempo. Ma è lo spirito a guidare e dominare la vita degli uomini. Quando esso tende alla gloria attraverso la Via della Virtù (virtutis via), possiede vigore, forza e fama in abbondanza e non ha bisogno della Fortuna: essa infatti non può dare né togliere a nessuno onestà, energia o altre qualità positive. Se invece, schiavo di bassi desideri, sprofonda nell’ozio e nei piaceri dei sensi, per un poco gode della rovinosa dissolutezza, e quando le forze, il tempo e l’inganno sono svaniti nell’accidia, allora si accusa la debolezza della natura: tutti i colpevoli imputano le loro mancanze alla situazione esterna. Ma se gli uomini avessero per il bene un interesse pari allo zelo con cui proseguono cose sconvenienti, inutili e spesso anche dannose e pericolose, dominerebbero essi stessi gli eventi anziché esserne dominati e giungerebbero a una grandezza tale da diventare attraverso la gloria immortali invece che mortali.
Infatti, poiché l’uomo è costituito di corpo e anima (corpus et anima), tutte le nostre azioni e inclinazioni seguono la natura ora dell’uno ora dell’altra. Dunque un bel volto, ingenti ricchezze, il vigore del corpo ed altre doti di questo genere svaniscono in breve; ma le opere straordinare dell’ingegno sono immortali al pari dell’anima. Insomma, i pregi del corpo ed i doni della Fortuna, come hanno avuto un inizio, così hanno una fine e tutto ciò che nasce tramonta e, una volta cresciuto, invecchia; lo spirito invece, incorruttibile, eterno, guida del genere umano, muove e possiede ogni cosa e mai ne è possiduto. Tanto più deve suscitare stupore la deprivazione di coloro che, dediti ai piaceri del corpo, trascorrono la vita nel lusso e nell’indolenza e lasciano che l’intelligenza, la parte migliore e più nobile della natura umana, si intorpidisca nell’ignoranza e nell’interzia; mentre invece sono tanto numerose e varie le attività dello spirito attraverso le quali si conquista la massima celebrità.
Sallustio, Bellum Iugurthinum, 1

La mia passione per la storia romana è iniziata durante gli anni del liceo, quando rimasi affascinato dalla possibilità di visitare ancora oggi i luoghi leggendari protagonisti di miti straordinari. Oggi continuo a coltivare questo interesse come divulgatore storico e docente presso il Centro Nazionale di Studi Classici.
Nel 2012, durante gli studi universitari, ho creato il progetto Ad Maiora Vertite per condividere con altri questo entusiasmo, occupandomene personalmente come unico autore per molti anni.
Amo i videogiochi, i simulatori di volo, il tiramisù e la Res Publica.
