<Assistetemi, o Dèi!
Non disdegnate i doni della povera mia mensa
ch’io v’offro in nude ciotole di terra,
chè ben di terra cotta fece i primi vasi,
nella molle creta ben li foggiò l’antico agricoltore.
Non io richiedo le ricchezze avite,
non il censo che cumuli di messi procacciavano ai miei progenitori,
poche messi mi bastano,
mi basta riposar nel mio letto
e ristorarmi le membra nel triclinio consueto.>
<Adsitis, divi, neu vos e paupere mensa
Dona nec e puris spernite fictilibus.
Fictilia antiquus primum sibi fecit agrestis
Pocula, de facili conposuitque luto.
Non ego divitias patrum fructusque requiro,
Quos tulit antiquo condita messis avo:
Parva seges satis est, satis requiescere lecto
Si licet et solito membra levare toro.>
Tibullo, Elegie, I 37, 44

La mia passione per la storia romana è iniziata durante gli anni del liceo, quando rimasi affascinato dalla possibilità di visitare ancora oggi i luoghi leggendari protagonisti di miti straordinari. Oggi continuo a coltivare questo interesse come divulgatore storico e docente presso il Centro Nazionale di Studi Classici.
Nel 2012, durante gli studi universitari, ho creato il progetto Ad Maiora Vertite per condividere con altri questo entusiasmo, occupandomene personalmente come unico autore per molti anni.
Amo i videogiochi, i simulatori di volo, il tiramisù e la Res Publica.

Che dolce! 🙂