Forse perché, come riferiscono alcuni autori (Anonimo, Origo Gentis Romanae 5; Plutarco, Questioni Romane 56) la ninfa Nicostrata chiamata anche Carmenta, madre di Evandro il cui padre era Mercurio, era una grande conoscitrice delle lettere, e sapeva prevedere il futuro.
Poiché usava vaticinare in versi, si prese a chiamare carmina le cose dette nella stessa forma data da lei.
Secondo altri il nome era Temi, ed è lei a prendere il nome dai carmina non il contrario.
Altri ancora ritengono che Carmenta sia la parca protettrice delle nascite (Plutarco Vita Romuli 21.2) e che il vero significato del nome venga da carens mente cioè “priva di mente” a causa dell’ispirazione divina.

La mia passione per la storia romana è iniziata durante gli anni del liceo, quando rimasi affascinato dalla possibilità di visitare ancora oggi i luoghi leggendari protagonisti di miti straordinari. Oggi continuo a coltivare questo interesse come divulgatore storico e docente presso il Centro Nazionale di Studi Classici.
Nel 2012, durante gli studi universitari, ho creato il progetto Ad Maiora Vertite per condividere con altri questo entusiasmo, occupandomene personalmente come unico autore per molti anni.
Amo i videogiochi, i simulatori di volo, il tiramisù e la Res Publica.

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